Il “Cappotto termico” o “isolamento termico a cappotto” è una tecnica edilizia che consente di raggiungere elevati livelli di isolamento termico e acustico delle pareti di un edificio consentendo contemporaneamente anche un notevole risparmio energetico. 

Il consumo energetico è per oltre un terzo dovuto al riscaldamento e climatizzazione degli edifici comportando il costante aumento dell’inquinamento globale. Negli ultimi anni si è assistito a una crescente attenzione per la sostenibilità ambientale cha ha coinvolto differenti ambiti, infatti il tema della riduzione degli sprechi energetici e della riqualificazione edilizia è prioritario per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalle normative europee.    

Nel nostro paese esistono circa un milione di condomini per la maggior parte costruiti prima degli anni ’80 e quindi altamente energivori e circa il 53% dei 22,5 milioni di abitazioni non è mai stato oggetto di interventi di manutenzione o ristrutturazione. Si tratta quindi di circa 11,5 milioni di abitazioni profondamente obsolete e inefficienti che si trovano in classi energetiche pessime e che nel complesso sono responsabili di elevati consumi e di un tasso di inquinamento molto alto stimato oltre il 40% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. 

Cos’è il Cappotto termico?

L’isolamento termico a cappotto è un sistema che permette di ottimizzare le prestazione energetiche e termiche degli edifici, migliorando il comfort abitativo, garantendo isolamento dal caldo e dal freddo, riducendo i consumi energetici e di conseguenza le bollette e assicurando una rivalutazione dell’immobile nel momento in cui passa da una classe energetica inferiore a una più alta. 

La tecnica prevedere l’apposizione di pannelli isolanti (marcati CE) lungo i muri perimetrali della casa o dell’edificio mediante specifici collanti o tasselli in polipropilene. Sopra tali pannelli verrà poi applicata una rete in fibra di vetro per poi procedere con la rasatura e terminare con la finitura mediante intonaco. 

In commercio esistono principalmente due tipi di materiali che compongono i pannelli, quelli sintetici e quelli naturali. Tra i più usati ci sono il propilene, espanso o estruso (ESP e XPS), e il PVC con ottime caratteristiche isolanti oppure materiali naturali, come quelli in fibra di legno o vetro, dalle ottime prestazioni anche acustiche ma con lavorazione più lunga. 

La tecnica di posizionamento prevede due opzioni, quella interna e quella esterna a seconda delle esigenze del committente.  L’opzione migliore è il Cappotto termico esterno poiché meno invasivo. I proprietari possono continuare ad abitare all’interno dello stabile senza subire disagi. Il Cappotto termico interno è una valida alternativa in interventi dove sussistono vincoli di vario genere, ma lo spessore del pannello, seppur di dimensioni ridotte rispetto a quello esterno, andrà ad incidere sullo spazio degli ambienti. 

I vantaggi dell’isolamento termico a cappotto 

Il Cappotto termico può essere effettuato sia sulle nuove costruzioni che su quelle già esistenti attraverso un’opera di ristrutturazione e comporta una riduzione fino all’80% della quantità di calore dissipata verso l’esterno in regime invernale e del 40% di energia frigorifera in quello estivo oltre all’eliminazione di ponti termici.

I pannelli rappresentano un valido aiuto per la protezione delle facciate in quanto presentano ottime capacità di idrorepellenza, bassa resistenza alla diffusione del vapore acqueo e resistenza a cicli misti di surriscaldamento-bagnatura-gelo e garantiscono condizioni termo-igrometriche stazionarie.   

Questa soluzione è parte integrante degli interventi incentivati tramite ecobonus, ovvero è soggetta a detrazioni fiscali per la qualificazione energetica.

I moderni sistemi di isolamento termico a cappotto assicurano una durabilità e un’affidabilità garantita nel tempo per almeno 25 anni e lasciano inoltre libertà assoluta ai progettisti nelle scelte di rivestimento. 

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